Contro la violenza alle donne

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A Firenze per la giornata internazionale contro la violenza alle donne il collettivo Libere Tutte ha organizzato una lezione aperta tenuta dall’associazione Artemisia. La lezione ha trattato il tema degli stereotipi e della difficoltà di denuncia che un fenomeno così ampio, ancora oggi, continua ad avere.

Il tema della violenza alle donne si associa spesso a situazioni di dipendenza: dipendenza affettiva, dipendenza economica, dipendenza psicologica.

Come associazione di donne impegnate nelle problematiche connesse con la precarietà lavorativa, crediamo che l’instabilità economica possa  dare vita a modalità relazionali  di subalternità. Sia che si tratti del “datore di lavoro”, che di genitori, che di potenziali partner o attuali compagni l’ insicurezza economica nella società dei consumi genera tante altre tipologie di insicurezza.

Così approfittando dell’interessante e aggiungo, unica iniziativa organizzata  nella silente Firenze per la giornata internazionale contro la violenza, abbiamo incontrato Fiorella Bomè del Forum permanente delle Donne della Valdelsa anche lei presente a Firenze e che ha di recente concluso il progetto “Laboratorio per l’ascolto e l’accoglienza per le vittime di violenza” e le abbiamo fatto alcune domande.

CA:Come nasce il progetto del Laboratorio per l’ascolto e l’accoglienza delle donne vittime di violenza ?

FB:Il progetto nasce all’interno del Forum Permanente delle Donne attivo fin dalla primavera del 2004 nel territorio dell’Empolese-Valdelsa. La sua sede si trova presso La casa del popolo e Circolo ARCI di Certaldo (Firenze) e dal luglio 2007 si è costituito in associazione di promozione sociale. Il Forum è nato come uno spazio collettivo aperto, dove ci si ritrova per discutere e riflettere sui problemi e sui temi che le riguardano come donne ma non solo e per ideare iniziative culturali che coinvolgano la società e le altre donne nel loro insieme. A partire da un corso sul tema dell’ascolto nel 2007 come un nostro momento di auto formazione, è nata la volontà di dare vita ad un percorso di conoscenza, formazione e condivisione sul tema della violenza di genere. In pratica, nel 2010 abbiamo ripreso il percorso iniziato nel 2007 e progettando il Laboratorio per l’ascolto e l’accoglienza delle donne vittime di violenza abbiamo pensato prima di tutto che dovesse rispondere alle nostre esigenze di approfondimento sul tema e permetterci di conoscere le modalità e le esperienze messe in atto per combattere la violenza sulle donne in vista, eventualmente, di promuovere un gruppo di volontarie disponibili a prestare tempo per ascoltare e aiutare le vittime di violenza.

CA:Ci spieghi in cosa è consistito il progetto?

FB: Il Laboratorio per l’ascolto e l’accoglienza delle donne vittime di violenza si è tenuto dal 15 gennaio 2010 al 7 giugno 2011 preceduto da attività di promozione e comunicazione tendenti a far conoscere l’iniziativa e a raccogliere le iscrizioni delle interessate. Il Laboratorio si è svolto per 72 ore complessive, ripartite in 20 sessioni incluso l’evento pubblico conclusivo per la restituzione ai partners, alle partecipanti, alle associazioni e enti invitati, dei risultati ottenuti e delle idee progettuali elaborate dalle partecipanti a conclusione del percorso. Le partecpanti sono state 25 in media per sessione su 38 iscritte. Le sessioni di 4 ore ciascuna si sono tenute nei giorni di giovedì (dalle 19 alle 23) e di sabato (dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18).

Le partecipanti provenivano anche dagli altri comuni del Circondario Empolese Valdelsa. Al Laboratorio hanno contribuito relatrici di sei diversi Centri antiviolenza, delle forze dell’ordine, della sicurezza, nonchè il Centro Ascolto maltrattanti di Firenze e l’associazione Maschile/plurale di Roma. Per raccogliere e restituire i materiali completi del Laboratorio è stato prodotto un DVD che contiene le registrazioni audio, i power point e le sintesi delle varie lezioni, nonchè le foto delle varie sessioni.

CA: Quali i progetti futuri?

FB: Due giornate alla fine del percorso del Laboratorio sono state dedicate a progettare delle iniziative iscrivibili alla prevenzione e lotta contro la violenza di genere. E’ qui che è nata l’idea di costituire “l’antenna antiviolenza” ed è stato possibile immaginare azioni in diversi ambiti e con modalità diverse per affrontare il problema della violenza sulle donne di ogni età.

I 5 gruppi che hanno partecipato alla progettazione hanno individuato 2 assi prioritari per affrontare il problema della violenza: il primo riguarda l’aiutare le donne nel momento in cui si decidono a parlare e denunciare le violenze che subiscono; il secondo coincide con la necessità di prevenire e costruire una cultura e delle condizioni politiche, materiali ed economiche che portino a esprimersi senza pregiudizi, ad educare i bambini a dei rapporti senza stereotipi, ad aiutare le/gli adolescenti a valorizzare l’affettività e l’autostima affinchè si possa creare una cultura dell’uguaglianza di diritti nel rispetto della differenza.

Sono così nate le idee progettuali che successivamente vorremmo portare avanti:

  1. La creazione di un’antenna antiviolenza, che costituisce la priorità;
  2. l’organizzazione di momenti di discussione e riflessione dentro il mondo dello sport per educare ad un rapporto con il corpo e con gli/le altri/e che non faccia emergere solo la competizione;
  3. l’attivazione di corsi pre-matrimoniali sull’affettività e la soluzione dei conflitti pacifica e ragionata
  4. l’organizzazione di un osservatorio di genere nella scuola materna;
  5. la creazione di un punto ascolto per le/gli adolescenti e le/i giovani nelle scuole medie e superiori.

Il termine antenna è forse un pò ambiguo, ho notato che molte pensano a… un ripetitore di frequenze, in realtà è un termine molto usato nei progetti di cooperazione internazionale e sta per ponte, per tramite fra la base e il centro. Dunque l’antenna è un “punto ascolto” della domanda di aiuto, uno sportello per dare informazioni e sostegno specifici alle donne maltrattate. La nostra antenna sarà un punto ascolto di prima accoglienza dove a seconda della gravità del problema che ci verrà posto, le operatrici volontarie indirizzeranno le donne al più vicino Centro antiviolenza o a un primo colloquio orientativo presso la nostra sede.

CA: Ci sono dei costi?

FB: I costi sono quelli del cellulare e della scheda telefonica dedicata e quelli della comunicazione e della pubblicità per informare le donne sull’apertura del punto ascolto con i numeri telefonici e gli indirizzi di riferimento. Proprio nella direzione di far conoscere al maggior numero di donne l’esistenza dell’ antenna antiviolenza, abbiamo preso contatti con la COOP per ottenere di mettere degli adesivi con i recapiti dell’antenna sui prodotti Coop solitamente acquistati dalle ragazze e dalle donne.

CA: Dove sarà l’antenna?

FB: L’antenna è presso la sede del Forum, inizialmente questo sarà il luogo in cui, a partire da Marzo 2012, il mercoledì, dalle 17.00 alle 20.00 le volontarie risponderanno al telefono e accoglieranno le richieste di consigli e aiuto. Per le urgenze il telefono dell’antenna sarà comunque collegato 24 ore su 24 con il numero del Centro Aiuto Donna Lilith di Empoli che fa da referente per la sostenibilità dell’iniziativa, la difesa e la sicurezza delle vittime.

CA: Come funzionerà l’antenna?

FB: Il gruppo di volontarie è formato da circa 15 persone, di queste non tutte vogliono essere impegnate nello sportello, sia per ragioni di lavoro che di difficoltà a confrontarsi con situazioni dolorose. All’appuntamento con la donna che lo richiede assistono sempre due volontarie. Attualmente stiamo costruendo il rapporto con le istituzioni e servizi locali con cui necessariamente si relaziona l’antenna (pronto soccorso, servizi sociali, polizia, comune, guardia medica, ecc.) e dalle quali deve ricevere sostegno e collaborazione sia nell’adottare attitudini adeguate sia nell’accompagnare la vittima dandole le informazioni necessarie per intraprendere i passi per la denuncia.

Il progetto del Laboratorio per l’ascolto e l’accoglienza delle donne vittime di violenza è stato finanziato con fondi regionali ed in particolare grazie a l.r. 16/2009 (cittadinanza di genere) della REGIONE TOSCANA -Direzione Generale Presidenza- Settore Tutela dei Consumatori e degli Utenti -Politiche di Genere e di Promozione delle Pari Opportunità. Il progetto ha realizzato la pubblicazione di 100 dvd in cui sono contenuti i risultati del laboratorio, gli eventi pubblici organizzati durante il progetto e i risultati delle giornate di progettazione.

Per informazioni e per richiedere il DVD scrivere a fiorellabome@email.it Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

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