Maledetta Primavera Firenze – l’amore al tempo dello Tsunami

femminismo

Nel giorno della festa del papà, Corrente Alternata ha presentato insieme a Chiara Martucci il libro “L’amore al tempo dello tsunami” (Edizione Ombre Corte, 2014). Chiara coautrice del lavoro ci ha chiesto di presentarlo con un laboratorio di condivisione politica partecipata come facciamo dal 2007 ad oggi su tematiche quali il lavoro precario e l’educazione al genere.

Ma che significa per noi fare condivisione politica con temi quali la sessualità, gli affetti e i modelli di genere in mutamento?

Per spiegarlo vi racconterò come si è svolto il laboratorio del 19 marzo coordinato da Isabella Bruni e Stefania Minghini Azzarello di Corrente Alternata.

Nei nostri laboratori le persone vengono inserite in uno spazio di discussione i cui confini sono segnati dalle sinergie che i partecipanti riescono a stabilire. Le coordinatrici stimolano e motivano la nascita di tali sinergie, siano esse di empatia, di diversità di opinioni o di totale disaccordo. Mediando fra il tema scelto e le caratteristiche di ogni singolo partecipante. In questo caso, Isabella e Stefania hanno centrato il loro lavoro sul capitolo del libro dedicato alla “decolinizzazione della coppia”, dell’autrice Alessia Aquistapace, ovvero quel potente ma silenzioso movimento dal basso che vede sempre più persone scegliere di vivere la dimensione della relazione affettiva non esclusivamente attraverso il rapporto di coppia e/o l’istituzione della famiglia “classica” ma nelle modalità a loro più congeniali, senza l’esigenza colpevolizzante di non rispettare parametri di “classicismo relazionale”. Aquistapace ha portato avanti una ricerca su circa venti persone scelte fra amici e conoscenti a cui ha rivolto delle domande finalizzate ad indagare i motivi delle loro scelte, mettendo in luce sia gli aspetti positivi che le difficoltà incontrate e consentendo loro di spiegare i modi (convivenza, relazione a tre, rapporto amicale) che hanno scelto di vivere delle relazioni non obbligatoriamente uniformate al modello “standard”dominante.

Il lavoro di Aquistapace è, a mio avviso, un lavoro di ricerca pioneristico, in cui, a differenza di altrettanto valide ricerche accademiche, il suo punto di forza risiede nell’esser partita dalle pratiche, ovvero dall’indagare e analizzare ciò che alcune persone stanno facendo come attuazione di un modello relazionale sfaccettato, alternativo, diverso. Attraverso i casi che Aquistapace ci presenta si comprende che il vivere la propria sfera personale attraverso modalità create da e attraverso il desiderio personale, ma condiviso con altr* corrisponda ad una formula di attivismo politico. Ritorna prepotente, in tali esperienze, il motto del femminismo di seconda generazione che dichiarava che il personale è politico, ma riappare, non per un sentimento melanconico di attaccamento al passato o per una temporanea sperimentazione di modelli familiari altri. Ma bensi perchè il creare nuclei familiari, amicali alternativi risponde non solo all’esigenza di essere “diversi” dai propri padri e dalle proprie madri, ma perchè nella dimensione collettiva si attuano quelle strategie che investono la vita lavorativa, quella relazionale e colmano le mancanze che un modello dominante impone nella dimensione sia pubblica che privata delle persone.

Con la stesso approccio adottato del lavoro “L’amore al tempo dello tsunami” che parte dall’osservare le pratiche, le scelte e ne costruisce una teoria, allo stesso modo, Isabella e Stefania hanno offerto alle presenti al laboratorio del 19 marzo delle situazioni pratiche in cui calarsi, degli imput per mettere in pratica ed esperire sia con le parole che con il corpo, il proprio punto di vista rispetto ai temi della ricerca di Aquistapace. Insomma, nel laboratorio del 19 Marzo è stato richiesto, ai partecipanti ai laboratori di Corrente Alternata di mettersi in gioco, di vivere, di condividere il proprio vissuto.

Il Giardino dei Ciliegi, associazione storica di donne a Firenze con cui Corrente Alternata dal 2010 ad oggi ha organizzato molti seminari e laboratori è diventato per un giorno palcoscenico di improvvisazione teatrale su temi quali le relazioni affettive, i rapporti personali e emozionali fra gli individui. Attraverso dei giochi di ruolo, i partecipanti sono stati invitati ad inscenare delle situazioni di vita di contesti e situazioni costruite e scelte da Stefania e Isabella sulla base di quanto narrato nel testo. Il risultato è stato una visione collettiva delle potenzialità relazionali scardinate dai ruoli e dalle convezioni familistiche che possono essere create.

Tutto è stato reso ancora piu’ coinvolgente dalla diversità di età, genere e provenienza geografica dei presenti.

Attraverso i giochi e le attività ludico teatrali, ognuno ha donato agli altri il proprio punto di vista su temi quali:

  • monogamia e stima di se stessi;
  • le sfumature della maternità;
  • utero in affitto o seme all’asta?
  • sessualità ed erotismo.

La grande sala del Giardino è diventata il palco delle rappresentazioni di tutti dove ognuno ha potuto viversi con positiva smania di protagonismo un proprio vissuto e le proprie visioni del mondo affettivo, relazionale.

I lavori che nei piccoli gruppi sono stati portati avanti dai partecipanti hanno rivelato come la dimensione emotiva e affettiva costituisca un potente elemento di comunanza, di autenticità e di pratica politica.

E’ stato un pomeriggio pieno, ricco e emozionante che è terminato con una chiacchierata conclusiva sul libro fra Chiara Martucci e la storica Enrica Capussotti dove è stato raccontato come è nato il progetto del libro e la scelta delle curatrici di affidare ad un laboratorio esperienziale la presentazione de L’amore al tempo dello tsunami.

[islakia]

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